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Castel Gandolfo e la sua ricchezza storica

Il territorio di Castel Gandolfo è ricco come pochi altri di pregevolissime testimonianze che spaziano dalla preistoria, all’epoca preromana, romana ed oltre, sino al ‘6oo. Posta in una situazione geografica e climatica favorevolissima, Castel Gandolfo si presenta tutt’oggi con tutte le suggestioni di una straordinaria sedimentazione di storia e cultura, che si è riusciti in massima parte a preservare. Per questo la città spicca per l’integrità del suo territorio oltre che per l’inconfondibile bellezza dei luoghi.

L’insediamento più antico ubicato sul territorio è il Villaggio delle Macine, ai bordi del lago Albano, che risale all’età del bronzo (XVII-XV sec a.C.). Oltre che essere uno dei rari esempi al mondo di resti di villaggi palafitticoli, dimostra quanto questa zona fosse adatta all’insediamento umano sin dai primordi.

L’arretramento delle acque verificatosi in modo massiccio nel corso degli anni '80 ha fatto venire alla luce centinaia dei pali che sorreggevano le abitazioni, nonché suppellettili ed oggetti  I resti del villaggio palafitticolo si sono miracolosamente conservati grazie all’incapsulamento in terreno argilloso.  Il villaggio palafitticolo, che ci si accinge a scavare e valorizzare ulteriormente, riveste un incalcolabile valore storico e documentale, anche perché  al mondo ve ne sono pochissimi altri esempi.

Successivamente, intorno al XIII sec. a.C., sul sito dell´attuale Castel Gandolfo sorse la città latina di Alba Longa, che la leggenda vuole fondata Ascanio figlio di Enea. Philipp Winge fu il primo studioso che, nel XVI sec., collegò il territorio di Castel Gandolfo con il sito in cui sorgeva la città madre dei Latini. Studi più approfonditi furono svolti da numerosi altri illustri studiosi tra i quali Giuseppe Lugli che, scelse proprio Castel Gandolfo come luogo di sepoltura. La potenza della città latina, "madre" e rivale di Roma, è testimoniata dall'esistenza di due necropoli ricche di corredi funerari emerse a Montecucco, nel centro cittadino. Alba Longa (il toponimo rimanda al lago Albano) fu distrutta dai Romani nel VII sec. a.C.

Ma la continuità di vita del territorio gandolfino è una costante che attraversa i tempi, e risulta davvero sorprendente: così i luoghi divennero in età romana sede di innumerevoli ville patrizie, sin  dall’apertura della via Appia, Regina viarum (312 a.C.) ancora in età repubblicana e in seguito imperiale.

Nel medioevo, sotto il pontificato di Gregorio II si forma il nucleo del castrum, ed in seguito la cittadina fu acquisita da una serie di influenti famiglie, perennemente in lotta fra loro, tra cui quella dei Gandolfi, dalla quale prese il nome. Altra famiglia patrizia presente in loco fu quella dei Savelli.

Ma i fasti della città iniziano quando Castel Gandolfo fu incamerata nella Camera Apostolica, e man mano i pontefici cominciarono ad interessarsi a luoghi tanto ameni per farne la propria residenza estiva. Ed è proprio la presenza dei papi a Castel Gandolfo che connota e conferisce la forma che tuttora vediamo.