Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente. Se decidi di continuare la navigazione accetta il loro uso. Per ulteriori informazioni Clicca qui

Ai bordi del Lago Albano

Il panorama che appare dalle rive del Lago Abano è di una bellezza ineguagliabile ed  ha, in tutti i tempi, colpito ogni visitatore: il Monte Cavo funge da sfondo scenografico ad un habitat in cui confluiscono e si fondono gli elementi del bosco, delle acque, della luce. Si può percorrere il lungolago secondo un itinerario che parte dalla piazza principale del paese, percorrendo le scalette (via della Stazione) che partono dal belvedere in via del Palazzo Pontificio.

La discesa per le scalette è tortuosa e a tratti un pò ripida, ma oltremodo suggestiva: colma il dislivello tra la cittadina arroccata sul bordo del cratere e le coste del lago. Chi vuole evitare le scalette può iniziarla da via Gramsci (nelle vicinanze) del terminal bus e cominciare la discesa, avendo come riferimento il ristorante Pagnanelli.


Poco prima della fine della discesa, sulla sinistra, un piccolo prefabbricato affianca uno dei resti più interessanti del territorio: è il Ninfeo Dorico, monumento romano dell'età repubblicana che faceva parte della villa del tribuno Publio Clodio Pulchro (la visita di questo e degli altri resti archeologici di seguito descritti è consentita previo contatto col Parco Regionale dei Castelli Romani, tel  06/9495253, prenotando con congruo anticipo). 

In epoca Domizianea (81-94 d.C.) fu strutturato nella forma che tuttora vediamo, sobria ed imponente. Purtroppo i rivestimenti originali sono andati perduti e ne restano solo le murature e non le statue ed i marmi pregiati, che sono in parte custoditi all'interno dell'Antiquarium delle Ville Pontifice (dello Stato Città Vaticano, dunque extra-territoriali). Il ninfeo merita d'altro canto una visita perchè ci aiuta a ricostruire le dimensioni ed il fasto della villa imperiale domizianea.

In fondo alla discesa si gira verso destra e, superato il piazzale, si comincia a percorrere via dei Pescatori; il nome qualifica l'attività che per secoli ha caratterizzato tutta la costa del lago. Guardando sulla sinistra appaiono i resti delle banchine dell'antico porticciolo della Villa Domizianea. Continuando a camminare si notano le strutture del Centro di canottaggio del Coni, costruito in occasione delle Olimpiadi del 1960 per ospitare le gare di canoa, Kayak e canottaggio; sono ben visibili la torre di controllo e gli spalti (la situazione di evidente degrado non è dovuta all'incuria del comune bensì all'inerzia dei proprietari della struttura che dovrebbero procedere alla demolizione della stessa). Una curiosità: proprio sul lago di Castel Gandolfo un atleta castellano, il sig. Aldo Dezi, vinse la medaglia d'argento olimpica nella competizione del C2 1.000 m.

Proseguendo all'altezza del ristorante "I quadri 2000" potrete osservare i resti del faro romano che indicava la posizione dell'approdo imperiale durante le navigazioni notturne. L'accesso all'area è libero (nei giorni di chiusura del ristorante/stabilimento balneare è possibile accedere camminando lungo in bagnasciuga).

Più avanti, sulla vostra destra, un piccolo cancello ed un sentierino conducono al secondo sito archeologico in prossimità del lago: il Ninfeo Bergantino, altrimenti detto 'Bagni di Diana'. Si tratta di una grotta naturale utilizzata originariamente come cava di pozzolana, (di qui il suo andamento chiaramente asimmetrico), e in seguito trasformata in luogo di delizie della Villa  dell'Imperatore Domiziano. Il luogo era un manufatto riccamente ornato, a due piani, con vasche e grandi cavità e nicchie originariamente occupate da statue e interi gruppi scultorei, tra cui quello del Ciclope Polifemo; molto interessante anche il mosaico che ricopriva il pavimento, di cui sopravvivono alcuni tratti.

Il Papa Alessandro VII peraltro rinnovò nel '600 il fasto imperiale, adibendo il ninfeo a rimessa della piccola nave (brigantino o bergantino) che era solito usare d'estate.

Più avanti del ninfeo Bergantino (sempre sulla vostra destra), una piccola metallica porta introduce alla camera di manovra dell'Emissario del Lago Albano, imponente opera idraulica dell'ingegneria romana, realizzata nel IV sec. a.C. La leggenda tramanda che fu costruita per propiziare la presa della Città di Vejo, acerrima nemica di Roma, obbedendo ad una precisa indicazione dell'oracolo di Delfi.
La camera di manovra creata per regolare il deflusso della acque fu utilizzata nel tempo per gli scopi pià diversi; il canale scavato nella roccia, con tecniche avanzatissime, misura 1450 m e si conclude in località Mole di Castel Gandolfo dove l'acqua veniva utilizzata pere rifornire i fontanili utilizzati dalle donne del paese per il lavaggio della biancheria (usanza attiva fino alla diffusione degli elettrodomestici).

Proseguendo la passeggiata, una barra di metallo segna l'inizio del sentiero sterrato del bosco, un percorso naturalistico di eccezionale fascino e bellezza in una natura sgargiante, tra i bagliori azzurrognoli della acque e il profumo di erbe e fiori. Al momento purtroppo una frana pregiudica l'utilizzo di questo sito naturalistico, tra i più belli dei Castelli Romani, da sempre utilizzato da schiere di sportivi, amanti del jogging e ciclisti. Attualmente sono in corso i lavori di messa in sicurezza del costone roccioso sovrastante; i lavori permetteranno la definitiva riapertura del sentiero al transito pedonale.

Percorrendo il sentiero sarà possibile avvicinarsi a due siti d'interesse comunitario SIC costituiti da un piccolo bosco di cerquette e dal costone (sulla parete rocciosa opposta al paese) dove nidifica una coppia di falchi pellegrini.

Non resta che tornare indietro al punto di partenza... e prendere in considerazione l'idea di un gelato o di uno spuntino in uno degli innumerevoli punti di ristoro del lungolago.

Si deve segnalare la presenza di un ulteriore sito archeologico di notevole interesse, purtroppo non visitabile: il Villaggio delle Macine.

L'area si trova sulla spiaggia del lago (subito dopo la grande rotatoria che da accesso alla galleria stradale che riporta verso Roma) ed è emersa recentemente grazie, o sarebbe meglio dire a causa, dell'abbassamento del livello delle acque del lago.

Effettuata la passeggiata sulle sponde del lago potrete ripetere la visita cercando un punto di vista differente! E' possibile, infatti, effettuare un'interessante escursione utilizzando il battello elettrico di proprietà dell'ente parco.